Benvenuto: nel blog de iQuindici

Noi, donne e uomini della Repubblica Democratica dei Lettori, inizialmente riuniti e stimolati dal comune sentire di Giap!, abbiamo risposto alla richiesta della Wu Ming Foundation costituendoci nel gruppo de iQuindici Lettori residenti

Quando il dito indica la disoccupazione, lo sciocco guarda Alitalia

Tra le molteplici cause di preoccupazione degli ultimi tempi, sembra siano sfuggite all’attenzione generale alcune norme riguardanti il precariato del settore pubblico, contenute nel disegno di emendamento alla legge 1441- quater, detto emendamento Brunetta, che è in questi giorni in discussione alla Camera.

L’emendamento da un lato annulla di fatto tutte le norme contenute nelle ultime due finanziarie, che avrebbero permesso una progressiva stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Dall’altro, prevede il licenziamento dei lavoratori precari che abbiano prestato servizio per un periodo superiore a tre anni entro giugno 2009. Il provvedimento riguarda tutte le forme di lavoro precario, e include sia i CoCoCo sia i contratti di lavoro a tempo determinato. Il numero totale di lavoratori precari dello stato è stimato fino a 120.000 unità.

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“The Italian perspective on metahistorical fiction: The New Italian Epic”

Il 2 ottobre all’Institute of Germanic and Romance Studies dell’Università di Londra si è tenuta la conferenza “The Italian perspective on metahistorical fiction: The New Italian Epic”, presenti Wu Ming 1, i membri fondatori di Scrittura Industriale Collettiva Vanni Santoni e Gregorio Magini ed alcuni esponenti della diaspora intellettuale italiana. Ordine del giorno: lo stato dell’arte della nuova narrativa metastorica italiana, meglio conosciuta come New Italian Epic. Un tema che ai più, messo giù così, può evocare seghe mentali da intellettuali oziosi. Invece, come ha ben dimostrato la tensione emotiva sprigionatasi dopo gli interventi di Wu Ming 1 e dei SIC (che, oltre ad essere autori di un progetto molto interessante in rete, hanno una verve non da poco), gli argomenti affrontati hanno toccato nervi scoperti, ma senza rigirare un coltello ormai poco affilato in una piaga più che purulenta. Au contraire: passando garza e filo, perché quella piaga si possa finalmente rimarginare. Gli interventi degli altri relatori verranno pubblicati prossimamente nella sezione in rete interamente dedicata al New Italian Epic.

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Scova l’intruso

Una sola di queste frasi non è stata pronunciata dal presunto autore: “Dobbiamo riportare l’etica nel mondo della finanza” Silvio Berlusconi, 04/10/08 “I soldi non sono nulla” Benedetto XVI, 06/10/08 “Bisogna amare tutti quelli che ci circondano” Donato Bilancia, 27/03/02 “Ma era una fase in cui tutto il mondo sembrava in rosa. Nessuno di noi

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Il lupo non perde né il pelo né il vizio.

Come un rullo compressore l’attuale governo si appresta a riportare la scuola pubblica a metodi d’insegnamento anni ‘50. Non che il precedente facesse meglio, ma mai fino a questo punto.

Sono passati diversi anni, diverse lotte, diverse riforme, diversa acqua sotto i ponti ma la strategia di destrutturazione della scuola pubblica non conosce soste e sembra arrivata all’apice grazie al trio Berlusconi Tremonti Gelmini: il primo per creare tanti bravi cittadini scevri dal fastidio del libero pensiero critico; il secondo per spendere risorse pubbliche in questioni private; la terza perchè prova un’irresistibile ebrezza nel pensare a tutti quei bambini bacchettati sulle mani.

Dicevamo, sono passati anni e l’intervento di Calamandrei colpisce per la sua attualità dimostrando come Loro, i fascisti sotto mentite spoglie, hanno sempre avuto radici salde con la propria storia e idee chiare su cosa fare . ‘Noi, i sinistri comunisti democratici etc… dovremmo chiarirci sul nostro orizzonte strategico, al di là della sacrosanta lotta quotidiana ritrovando le nostre radici, e anche in fretta.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

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Ad altezza d’uomo…

Vauro su Il Manifesto del 30/09/2008

Vauro su Il Manifesto del 30/09/2008

Tre fotogrammi che restano lì. Tanti potrebbero bastare a disegnare la situazione di questo paese sull’orlo di un nuovo autunno.
Tre fotogrammi, e vorresti capire come collocarli, se avessero un senso.
Il primo, la faccia di un ragazzo assassinato a sprangate per aver rubato un pacco di biscotti. Nel mentre che lo sprangavano gli gridavano anche sporco negro, ma questo è un dettaglio, per carità, lo avrebbero ammazzato anche fosse stato un pensionato padano. Una linea difensiva ineccepibile e rassicurante.

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Lehman in pasta

Cose che capitano, si dice. Un crac finanziario, le borse in fermento, annunci, proclami. Sullo sfondo, in dissolvenza, loro. La carne da tastiere, i soldati di ventura mai arruolati per davvero, ché il mestiere della guerra non conosce flessioni, almeno lui. Mettono le loro cose in un cartone, si avviano all’uscita. Qualcuno avrà detto loro

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