Benvenuto: nel blog de iQuindici

Noi, donne e uomini della Repubblica Democratica dei Lettori, inizialmente riuniti e stimolati dal comune sentire di Giap!, abbiamo risposto alla richiesta della Wu Ming Foundation costituendoci nel gruppo de iQuindici Lettori residenti

L’eroe dell’imboscata di via Rasella

iQuindici salutano orgogliosamente il compagno Rosario Bentivegna (1922-2012), eroe di una guerra che non ha voluto. Siamo d’accordo, no alla guerra, no alla violenza, ci avete dato degli imbelli degli antipatrioti delle femminucce e dei codardi per anni a causa delle nostre posizioni pacifiste. Ma una volta accettata la logica della guerra, non si mettono

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Ancora sulle liste di proscrizione per libri: aggiornamento

La cosa, com’era auspicabile, pare non esser passata. Il presidente della provincia ha preso le distanze dal suo assessore: “Ritengo che quella di Speranzon sia un’iniziativa a titolo personale e non espressa nel suo ruolo istituzionale. Qualora presentasse la proposta in giunta, sappia che la provincia di Venezia non la sosterrà. Le biblioteche sono un

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Fahreneit 451

Il blog è stato poco attivo in questi mesi. Semplicemente, rischiamo di morire per mancanza di fondi e siamo stati impegnati a discutere come reperire un po’ di soldi – ordinaria amministrazione insomma. Poi però succede un fatto, e ci sentiamo in dovere di intervenire. Il fatto è questo. Un consigliere comunale di un comune

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Idea di Nazione, ma in quale lingua?

Da un articolo uscito su Vibrisse, intitolato “Un’idea di Nazione” (lo potete trovare qui: http://vibrisse.wordpress.com/2010/04/27/unidea-di-nazione/) si è sviluppato un acceso scambio di idee tra Marco Candida e due nostri quindicini sul reale valore della “cultura del doppiaggio” in Italia. Di seguito vi riportiamo il primo intervento-risposta del quindicino Matteo, invitandovi a seguire il resto su

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Le radici sono i nostri figli

Torno a casa dopo cinque anni di vita all’estero, lontano dall’Europa, nella piccola Inghilterra del Pacifico, così la chiamano la Nuova Zelanda. Torno a casa dopo cinque anni di “no al nucleare”, di attenzione all’ambiente, di scarsa burocrazia, di trasparenza, di soddisfazione, di cemento armato assente e di opportunità. Non è che torno a casa

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