Luglio 4, 2010

Silenzio attivo

Author: iQuindici - Categories: Libertà Digitali - Tags: ,

Riceviamo a diffondiamo!

DDL Alfano: Il 9 luglio giornata del “silenzio attivo” anche sul web

Un appello di Lettera22

Il 9 luglio sarà per le testate giornalistiche italiane la giornata del silenzio: un modo per dimostrare quel che può accadere con il ddl Alfano.
Ma questa scelta non avrà senso se la Rete, ormai molto di più che un “secondo giornale”, continuerà a parlare e a divulgare notizie. Per questo motivo l’associazione fra giornalisti Lettera22 ha promosso un appello perché tutti i siti di informazione della rete oscurino l’informazione diffusa il 9 luglio. L’appello, che sarà letto oggi dal palco di Piazza Navona, chiede un “silenzio attivo”: che i siti web che divulgano notizie sospendano per un giorno il loro lavoro, listino a lutto il proprio sito web e divulghino invece commenti, analisi e riflessioni sui rischi della libertà di stampa nel nostro Paese.

“Il 9 luglio – sostiene Emanuele Giordana, direttore di Lettera22, l’Italia deve fermarsi a pensare cosa significa imbavagliare le Tv, alle radio, la carta stampata ma anche la Rete nelle sue forme più diverse, diffuse, sommerse. Dobbiamo infatti evitare che con la diffusione, sempre rimandata, della banda larga in Italia aumenti la volontà di bavaglio per tutte le forme di espressione e di libertà sinora garantite dalla Rete”.

Maggio 11, 2010

APPELLO AI SENATORI DELLA REPUBBLICA

Author: iQuindici - Categories: Libertà Digitali, iQinfo - Tags:

Trenta associazioni di Frontiere Digitali aderiscono all’appello per la libertà d’informazione

http://www.frontieredigitali.net/index.php/No_Bavaglio

Frontiere Digitali
Comunicato stampa
10/05/10

“La libertà è partecipazione informata”

Al Senato la maggioranza cerca di imporre la legge sulle intercettazioni telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale.
Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini ad essere informati.
Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte
Una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog (Art.28).
Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari di Consorte.
Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.
Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.
Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.
Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.

Stefano Rodotà
Fiorello Cortiana
Juan Carlos De Martin
Arturo Di Corinto
Carlo Formenti
Guido Scorza
Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna

Facciamo sentire la nostra voce: http://bit.ly/cVcr10

Cos’è Frontiere Digitali - Frontiere Digitali è uno spazio di libera auto-organizzazione di persone e opinioni e nasce a Roma (Italia) nel dicembre del 2005, quale strumento collaborativo, per l’organizzazione della Settimana delle Libertà Digitali che ha avuto luogo dal 18 al 21 gennaio 2006. In seguito, il 28 marzo 2006, in occasione del convegno l’Innovazione necessaria: Creatività, cooperazione, condivisione, tante associazioni e singoli si sono incontrati confrontandosi sull’idea e sugli strumenti per sostenere e rafforzare questa rete di collaborazioni.
http://www.frontieredigitali.net

PS: iQuindici aderiscono a frontiereDigitali ed hanno sottoscritto l’appello!

Settembre 2, 2009

L’APPELLO DEI TRE GIURISTI

Author: iQuindici - Categories: Sassolini - Tags:

L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera “retoriche”, perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.

Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.

Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.

Franco Cordero

Stefano Rodotà

Gustavo Zagrebelsky

Si firma qui: temi.repubblica.it/repubblica-appello