Il blog è stato poco attivo in questi mesi. Semplicemente, rischiamo di morire per mancanza di fondi e siamo stati impegnati a discutere come reperire un po’ di soldi – ordinaria amministrazione insomma. Poi però succede un fatto, e ci sentiamo in dovere di intervenire.

Il fatto è questo. Un consigliere comunale di un comune italiano ha lanciato una iniziativa (lui la chiama così), subito fatta propria dall’assessore provinciale alla cultura, che vuole imporla a tutti i comuni della provincia. E coinvolegere anche tutta la regione. E se possibile allargarla a tutta Italia. L’iniziativa è questa: rimuovere dalle biblioteche pubbliche i libri di tutti gli autori che hanno firmato nel 2004 la petizione per la liberazione di Cesare Battisti, dichiarandole ufficialmente ‘persone sgradite’. Ovviamente l’assesssore non può, alla lettera, ‘imporre’ una cosa del genere. Ha però precisato che i comuni che si dovessero tirare indietro «se ne assumerebbero la responsabilità».

Questo, bisogna dirlo a chiare lettere, è un atto di fascismo. In quanto lettori e frequentatori di biblioteche, in quanto persone che hanno a cuore la cultura di questo paese, vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai bibliotecari, grandi operatori culturali, al cui fianco resisteremo se vorranno opporsi contro questa non tanto velata minaccia. Minaccia, sì: quali responsabilità dovrebbero assumersi? In che termini dovranno rispondere? Mancheranno i fondi? I patrocini? Ci saranno campagne stampa? E, dato che il Coisp, sindacato di Polizia, ha fatto immediatamente propria l’iniziativa, bisogna temere anche ritorsioni dalle forze dell’ordine?
E, naturalmente, saremo al fianco degli scrittori proscritti. Bollati come “complici del terrorismo”. (Anche se, come al solito, ci si affretta a esecrare «che si continui a parlare di Battisti come di un terrorista: è solo un feroce assassino»).
Ora, noi naturalmente non siamo nella posizione di accusare o difendere Battisti. Il dubbio che egli non abbia effettivamente ucciso quelle persone, né avuto un equo processo, rimane. E poi, se si ammette che il processo, comunque, nell’ambito delle leggi vigenti all’epoca, è stato regolare, come se la legalità procedurale, in sé e per sé, bastasse a garantire la giustizia, non si può non ammettere che con altrettanta legittimità una potenza straniera che ha un ordinamento e una tradizione giuridica diversa dalla nostra, e al quale il nostro Paese riconosce la sovranità, può, altrettanto legalmente, decidere altrimenti su una fattispecie giurisdizionale. Ma qua, è importante precisarlo, il caso Battisti non c’entra niente. Stiamo parlando di un’altra cosa: intellettuali che hanno espresso una opinione, e per questo le loro opere vengono rese irreperibili. Si sta discutendo se sia legittimo che, per le colpe anche dell’uomo più esecrabile (foss’anche Mussolini), sia lecito ridurre al silenzio le sue opere e le persone che le diffondono (nel caso, il senator Dell’Utri), accusando del concorso morale nelle sue colpe anche le persone che gli dimostrano solidarietà (si è mai sentito dare del mafioso, assessore? Perché i più acuti dei nostri lettori hanno già indovinato di che partito è lei).
Sia chiaro, sia chiaro: non stiamo suggerendo di allargare la censura: vogliamo solo mostrare come, una volta fatto passare questo principio pericolosissimo, non si sa dove si va a finire. Forse è meglio lasciarle lavorare, le biblioteche, e lasciare che la gente li legga, i libri.

A proposito, per chi non lo ricordasse, le opere di almeno tre degli autori di questa lista nera non corrono il rischio di diventare irreperibili. Sono i romanzi di Girolamo De Michele e di Giulia Fazzi e i racconti di Paolo Stelluti, e le potete scaricare gratis dalla nostra, di biblioteca, quella copyleft. Almeno finché non ci buttano fuori dal server per morosità: quest’anno abbiamo pagato, ma il prossimo? …espropri proletari?

La notizia: http://ilgazzettino.it/articolo.php?id=134755&sez=NORDEST
Il testo della lettera: http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=35710&sez=NORDEST&npl=&desc_sez=
Per saperne di più sul caso Battisti: http://www.carmillaonline.com/archives/2009/01/002924.html#002924
Perché, quand’anche avesse creduto alla sua colpevolezza, il Brasile non avrebbe comunque estradato Battisti: http://www.gennarocarotenuto.it/14736-cesare-battisti-e-la-mancata-estradizione-di-lula/ (salvo qualche riserva sull’affermazione dell’autore che sostiene «il fatto che, sia pure con una serie di ombre, la democrazia italiana seppe affrontare sul piano penale e non su quello della violazione di massa dei diritti umani il cosiddetto terrorismo rosso»)
Il famoso appello: http://www.carmillaonline.com/archives/2004/02/000611.html#000611
con relative firme: http://www.carmillaonline.com/archives/1500_firmatari.html
La nostra biblioteca copyleft: http://www.iquindici.org/download.php
Ah, poi ci sarebbero i nostri fratelli grandi, i WuMing: anche da loro tutto scaricabile dal sito,
http://www.wumingfoundation.com/italiano/libri.html
Sul loro blog, gli scrittori organizzano la resistenza: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2572