Chiudere la giornata con una manganellata in testa presa nei pressi di Piazza Maggiore a BO per mano di un lungimirante carabiniere in tenuta antisommossa in servizio per blindare lo spettacolare sproloquio, a cui volevo assistere, tra l’altro senza contestare, dei vari Bossi, Tremonti e compagnia bella che domenica sera hanno parlato (non so se il verbo sia quello giusto) in piazza per appoggiare il candidato sindaco Bernardini, non è esattamente quello che mi aspettavo (chi vi scrive è l’antitesi del contestatore/fomentatore), comunque tutto fa curriculum, basta essere vivi a raccontarlo. Nonostante il mio personalissimo incasso della serata, quello che più mi ha amareggiato (eufemismo) non è stata la carica che ha investito me e una collega quindicina che si è presa due pugni volontari e simultanei sui seni conditi da un “Troia!” sempre da un altro dei lungimiranti celerini, quanto, piuttosto, la selezione compiuta dalle forze dell’ordine sulle persone che volevano accedere alla piazza.


In pratica se:

  1. avevi meno di trentanni era pressoché impossibile passare almeno che tu non fossi incravattato e sbarbato (come minimo). Il criterio qui credo possa riassumersi con “a Bologna chi ha meno di trentanni è sicuramente un contestatore, casinista, con evidenti tendenze anarcoinsurrezionaliste quindi SICURAMENTE non allineato al sistema”.
  2. sopra i trenta, il tuo accesso dipendeva, probabilmente, perché il criterio non ci è mai stato reso noto nonostante le ripetute richieste di spiegazione, dal tuo look, dalla tua avvenenza o dal fatto che portassi o meno qualcosa di verde.
  3. se avevi più di sessantanni passavi
  4. se eri un turista passavi
  5. se eri residente all’interno dell’area blindata passavi

La categoria cinque era l’unica a cui veniva chiesto un documento gli altri passavano o meno solo a discrezione degli addetti alla scrematura della razza ariana…ehmmm…della razza padana filo leghista su canoni puramente estetici. Degno di nota pure il fatto, a sentire alcuni testimoni, che se per qualche motivo in piazza ti ci trovavi già e non risultavi “conforme” alle direttive venivi “accompagnato” al di fuori della zona blindata. Morale il pubblico in piazza era costituito SOLO e PER FORZA da selezionatissimi sostenitori. Ecco il perché degli scroscianti applausi, smorzati solo da una piazza che a conti fatti è risultata abbastanza vuota (fonte Repubblica: [bologna.repubblica.it] ).

I fischi sono arrivati dopo quando i vari personaggi politici del “tollerante” e “aperto”, verde partito, si sono defilati dalla piazza uscendo dalle transenne. E qui i casini.

Premesso che, non c’era alcuna contestazione organizzata, non c’erano né spranghe, né sampietrini in mano, né caschi, ma solo “Vattene buffone!”, “Buffone, Buffone, Buffone!” (questa era la mia categoria e la mia colpa) e qualche sputo tra l’altro neppure arrivato a segno, dal nulla è apparsa una squadra di carabinieri (cloni di Terminator) che hanno iniziato a disperdere noi pericolosissimi terroristi, sporchi, immaturi, anarchici, sobillatori a suon di bastonate. Io, essendo rimasto fermo da fesso, contravvenendo alla basilare regola “se la celere carica SCAPPA! A prescindere da tutto” perché incredulo a quanto vedevo, mi sono preso la tramvata. Nulla di che, un bernoccolo piuttosto grosso ma un po’ di ghiaccio chiesto al McDonald ( né etico, né solidale, ma era aperto alle 23 e a portata di mano), ha risolto la cosa e ho dormito lo stesso sogni tranquilli. Ho pensato, erroneamente, non meno che ingenuamente, che le persone con il manganello in mano fossero dotate di un cervello pensate per decidere in autonomia SE colpire e , in caso, CHI colpire. Non che certi soggetti dall’altra parte, la mia, dimostrassero di aver cervello, per carità, ma per lo meno parole e sputi non causano bernoccoli in testa (la mia) o facce insanguinate (viste), un fermo e un ricovero (stando alle notizie ufficiose raccolte in loco nei minuti seguenti la carica).

La questione antidemocratica seria, quella che prevedeva la “selezione all’ingresso” a una piazza pubblica, ha contribuito non poco ad alterare gli animi anche tra i moderati (c’erano parecchi over 30). Tuttavia, proprio perché, il tutto ha preso forma nella serata stessa, anche se ci fossero stati degli esaltati, non ci sarebbe stato proprio il tempo di organizzare attacchi pericolosi. Nulla che giustificasse l’intervento della celere, NEPPURE uno stupidissimo atto vandalico, NULLA!!! Solo cori e, come detto, ahimè, qualche sputo a vuoto.
Giusto, ed era quello che mi aspettavo, ecco perché al loro apparire (a cui nel giro di un secondo è seguito l’agire) più di tanto non mi sono preoccupato, sarebbe stato far schierare la celere a protezione dei contestati in formazione di blocco passivo ma nulla più. Fortuna che non calzavo le Clark (mai possedute) e non indossavo un Eskimo (mai posseduto) altrimenti un soggiorno Guantanamo non me l’avrebbe tolto nessuno.

Mi ricollego, infine, con questo recente post dei WuMing:
http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=4024
di cui purtroppo, mi sono trovato a constatare la veridicità di persona. Ho notato un atteggiamento, poco solidale, molto poco aperto e anzi addirittura aggressivo, da parte di quelli pro candidato sindaco leghista contro “gli esclusi alla piazza”, a prescindere che questi fossero o meno contestatori. Ho udito frasi sintomatiche di vero e proprio odio. E duole ammetterlo che queste frasi provenivano da bocche di emiliani DOC, non solo bolognesi (sempre da fonte Repubblica ho appreso poi che diversi pullman hanno convogliato nella città per l’occasione gente proveniente anche da altre provincie dell’Emilia Romagna), spesso indirizzate a meridionali che, come noto, costituiscono, nel capoluogo di provincia, una comunità molto numerosa (stiamo ancora alla guerra contro i terroni!!) . Per un foresto come me, per altro proveniente dalla capitale leghista per eccellenza (Treviso), la cosa ha lasciato abbastanza esterrefatto perché molto distante dall’immagine che la città evoca nella mia mente. La mia frustrazione sta pure nel constatare come questi emiliani DOC si illudano di fare il bene della città, io ho visto quello che la lega alla lunga porta: città svizzera, pulita, con pochissima micro criminalità ma con cultura azzerata. Parlo di quella cultura che viene dal basso, l’unica vera, costruttiva e viva, citata nell’articolo dei WuMing. Il tutto a pro di qualcosa che viene spacciato per cultura, calato dall’alto e che altro non è che iniziativa pro business magari ad esclusivo vantaggio del privato più ammanicato con il potere politico (perché poi si parla pure di liberismo…). E’ la cultura che viene dalla vita vissuta l’unica che arricchisce veramente l’individuo, fa crescere, apre cuori e menti, ma, si sa, menti aperte non si confanno a governi chiusi (e bui).


Qualche video della serata a partire dalla carica:
La carica

Richieste di spiegazione per il blocco (dove mi trovavo io)
Blocco accessi

Fronte contestatore:
Contestatori

Luca (iQ)