Ebbene sì, anche iQuindici aprono un blog. Ce n’era bisogno? Non ce n’erano abbastanza? Ne abbiamo parlato, tra di noi. Questa è una decisione che viene da lontano.
Era più semplice, forse, restare fermi nel nostro ruolo di lettori residenti, sereni e intangibili. Soprattutto ora, che l’anima nera di questo paese sembra sempre più opprimente ed invincibile, e fa venire una gran voglia di ritirarsi sul monte Wudang insieme ai monaci taoisti.
Noi però, che tanto monastici non siamo e neppure soltanto lettori, abbiamo cose da dire, molte cose, su questo mondo in cui ci tocca vivere, amare e lavorare tutti i giorni.
È che oggi è troppo facile guardarsi intorno e chiedersi se veramente siamo nel 2008, o se non siamo piuttosto nel 1925.
È che oggi si va in giro e ci si chiede perché ci siano così tante facce tristi, vuote, impaurite, e così poche voci che si levano a reclamare qualcosa di elementare come un diritto.
E allora noi abbiamo pensato. Perché questa esperienza è anche politica, come tutto quello che ci circonda. Vogliamo provarci. Vogliamo cercare di porre un piccolo argine al fiume malato della commercializzazione, del revisionismo e della spettacolarizzazione letterario-culturale.
Sei anni fa, quando il nostro progetto è partito, i tempi non erano molto migliori di questi, è vero. Oggi più che mai, però, sentiamo l’esigenza di resistere. Di tentare un salto di qualità. Di rinnovare, anche se in parte, un progetto che resta valido nella sua struttura di base.
E allora noi non ci ritiriamo sui monti, no. O perlomeno, non ancora.

Patti chiari

Questo non sarà un blog come tanti altri. In realtà non sappiamo nemmeno noi che tipo di cosa vogliamo fare veramente. Nel nostro gruppo alcuni hanno già dei blog personali, mentre altri provano una cordiale e distaccata diffidenza per il mezzo.
Abbiamo deciso di non ‘personalizzare’ questo blog inserendo rimandi a quelli dei nostri colleghi quindicini. Non ci sembrava carino.
Abbiamo deciso di scrivere ciascuno secondo le proprie esigenze e tempistiche, per cui non aspettatevi un post al giorno. A noi piace lavorare con lentezza.

Parleremo di tante cose. Delle nostre passioni letterarie, certo. Di questo nostro paese, e mancherebbe altro. Ma anche degli eventi che ci piacciono, di lavori e precariato, di ambiente e ricette.
Se ne avete voglia, restate con noi e vedete cosa succede…

Paola Ro