Agosto 20, 2009

iQuindici hanno amato Fernanda Pivano

Author: iQuindici - Categories: Scritture - Tags:

Grande, grandissima intermediatrice culturale, ha fatto parte della storia di noi lettori residenti, un gruppo di persone animate dall’amore per la lettura, come lo è stata lei.
La salutiamo con immenso affetto e gratitudine.
Grazie Fernanda!

Agosto 11, 2009

L’ostinazione di un paese

Author: iQuindici - Categories: Meankia, Scritture - Tags:

Sperate è un piccolo centro del sud della Sardegna, a 20 Km da Cagliari. Il 1968 è l’anno in cui i muri del paese - scuri muri di fango e paglia - diventano all’improvviso chiari, abbaglianti di bianco candido. San Sperate diviene Paese Museo ospitando diversi artisti italiani e stranieri che su quei muri danno vita ad un florido movimento artistico culturale.
I dipinti sui muri adornano in grande numero le vie del paese (sono circa 320), sia nel centro storico che sulle moderne costruzioni e raccontano la locale cultura contadina, lo stretto legame con la terra, le tradizioni della Sardegna, la vita quotidiana, la storia antica e moderna.
Il muralismo è stata un’occasione per ri- costruire un’identità attraverso le arti (Si pensi al Giardino Megalitico, un parco interamente realizzato con pietre scolpite in loco ispirato alla cultura nuragica e pre-nuragica) e promuovere un’evoluzione dell’economia sostenibile (fondamentalmente basata sulla produzione e commercializzazione delle pesche).
L’associazionismo e diverse forme di cooperazione hanno permesso all’esperienza “rivoluzionaria” del muralismo di continuare nel tempo attraverso svariate iniziative: Il 17 luglio – la festa patronale - le case vengono aperte al pubblico e trasformate in musei; a fine luglio si svolge la settimana del Festival di cultura popolare Cucambias e l´antico borgo diviene un teatro con allestimenti a tema diversi di anno in anno; a ottobre, il festival NoArte celebra tutte le forme d´arte grazie alla presenza di giovani artisti di tutto il mondo.
Infine, la popolazione è estremamente ospitale e lotta con ostinazione per rivendicare la propria esistenza e la propria storia.
LuigiaB.
LinK: http://www.sansperate.com/index.htm

Agosto 5, 2009

Basta espulsioni di palestinesi da Gerusalemme Est!

Author: iQuindici - Categories: Sassolini - Tags:

(Riceviamo, condividiamo e volentieri pubblichiamo)

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Al Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini (gabinetto@esteri.it)
All’Ambasciatore d’Italia a Tel Aviv Luigi Mattiolo (luigi.mattiolo@esteri.it)
Al Console Generale d’Italia a Gerusalemme Luciano Pezzotta (luciano.pezzotti@esteri.it)

Domenica 02 agosto e’ stato reso esecutivo l’ordine di sfratto pendente su due famiglie palestinesi di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est. Alle prime ore del mattino i soldati dell’IDF (Israeli Defence Forces) hanno costretto con la forza le famiglie al Ghawi e al Hanoun, gia` profughi nel `48, a lasciare le loro case nel quartiere di Sheikh Jarrah, dove risiedevano dal 1956. Al loro posto sono gia’ entrati nelle abitazioni coloni israeliani.
Da settimane la presenza di cittadini e attivisti per i diritti umani palestinesi, israeliani ed internazionali ha sostenuto la determinazione delle famiglie a non lasciare le proprie case e a non divenire vittime delle politiche di pulizia etnica dello Stato di Israele.
Secondo il Diritto Internazionale Gerusalemme Est fa parte dei Territori Palestinesi Occupati da Israele dal 1967 e la comunita’ internazionale e’ tenuta a far rispettare le risoluzioni delle Nazioni Unite che vietano il trasferimento di popolazioni cosi’ come ogni intervento atto a modificare lo status quo della citta’ (cfr. Convenzioni di Ginevra (1949) e Risoluzioni ONU (n. 242 del 1967, 252 del 1968, 267 del 1969, 271 del 1969, 298 del 1971, 465 del 1980, 476 del 1980, 478 del 1980).
La condizione degli abitanti palestinesi a Gerusalemme Est si fa sempre piu’ insostenibile a causa delle politiche discriminatorie del Governo occupante che hanno come obiettivo la giudeizzazione della citta’ di Gerusalemme creando continuita’ territoriale tra Gerusalemme Ovest e gli insediamenti israeliani illegali che circondano Gerusalemme Est (Maale Adumim, Pisgat Zev….).
Dal 1967 ad oggi sono stati costruiti 17 insediamenti che occupano circa il 35% del territorio di Gerusalemme Est, nei quali vivono piu’ 200,000 coloni. Fonti OCHA (Office for Coordination of Humanitarian Affairs http://www.ochaopt.org/) riportano che tra il 1967 e il 2006 sono state demolite piu’ di 8500 case palestinesi. Nei soli primi 4 mesi del 2009, OCHA ha registrato la demolizione di 19 strutture a Gerusalemme Est, che comprendono 11 abitazioni civili. Di conseguenza 109 palestinesi, tra cui 60 bambini, si ritrovano sfollati.
Le dirette conseguenze sulla societa’ palestinese di tali azioni del Governo Israeliano sono la frammentazione territoriale dei diversi quartieri di Gerusalemme Est nonche’ l’isolamento di Gerusalemme Est dal resto della Cisgiordania, creando di fatto le condizioni per cui Gerusalemme diventi la capitale ‘unica ed eterna’ dello Stato di Israele in violazione del Diritto Internazionale e delle Risoluzioni ONU.
L’unica difesa a cui possono ricorrere i palestinesi di Gerusalemme e’ il sostegno e il supporto della comunita’ internazionale, l’unica che puo’ esercitare pressione sul Governo Israeliano per revocare immediatamente gli ordini di espulsione dei palestinesi di Gerusalemme Est (Sheikh Jarrah, Citta’ Vecchia, Silwan, Bustan, Ras al Amud) e per fermare i piani di costruzione di nuovi insediamenti a Gerusalemme.
Le famiglie al Ghawi, al Hanoun e al Kurd, quest’ultima cacciata dalla propria abitazione nel novembre 2008, sono solo le prime tra le 28 famiglie (500 persone) residenti nel quartiere di Sheikh Jarrah, che sono a rischio di espulsione.
La nuova amministrazione statunitense e l’Unione Europea hanno condannato la confisca, la demolizione delle case palestinesi a Gerusalemme Est e la costruzione di nuovi insediamenti.
Chiediamo pertanto al Governo Italiano e piu’ direttamente alla rappresentanza diplomatica del Consolato Generale di Italia a Gerusalemme di condannare severamente il governo israeliano per le espulsioni delle famiglie al Ghawi e al Hanoun, e di richiedere al Governo Israeliano che venga cancellato l’ordine di espulsione, che le famiglie cacciate possano rientrare nelle proprie case, che vengano cancellati gli ordini di espulsione per le altre famiglie e che vengano fermati i piani di costruzione degli insediamenti a Gerusalemme Est, come previsto dal rispetto del Diritto Internazionale.
In quanto cittadini italiani chiediamo al Consolato Generale di Italia a Gerusalemme di visitare le famiglie al Ghawi, al Hanoun e al Kurd per portare un messaggio di solidarieta’ e sostegno umano e soprattutto politico, come gia’ fatto da altri rappresentanti diplomatici europei e statunitensi.

Prime adesioni:
ACS
DISVI
TERRE DES HOMMES - Italia
GVC
CISS
CRIC
CROCEVIA
ICS
ASSOCIAZIONE PER LA PACE
NEXUS

Altre adesioni:
stopespulsioniger@gmail.com

LuigiaB