Luglio 30, 2009

Da un nostro… letto (nel senso di autore che ci ha inviato il suo lavoro!)

Author: iQuindici - Categories: Meankia - Tags: , ,

Mientras empujo La Carreta Literaria ¡Leamos! al parque de Bolívar hago el recorrido que hicieron muchos héroes de nuestra independencia, desde el arrabal se getsemani hasta la plaza de la proclamación. Y en esa misma ruta pasó por el sitio que muchos años después eligieron para que allí quedara constancia, de la hazaña que estos hombres hicieron por la independencia de Colombia, como lo es el camellón de los mártires. La ruta inicia en la calle de la media luna, sigue frente al parque del centenario, continua por el camellón de los mártires, entro por la boca del puente o torre del reloj, de ahí voy hasta la plaza de la proclamación, y por ultimo llego al parque de Bolívar que para mi desde que llegue a esta ciudad es uno de los sitos más bonitos y con mejor mantenimiento que tiene la ciudad. Ya en el parque me siento cómo en mi oficina y espero que cualquier persona del mundo que pasa por ahí quiera sentarse a leer un buen rato. No importa, la edad, la nacionalidad, y mucho menos sus creencias religiosas, solo nos interesa atenderlo cómo se lo merece.

Le foto ed i retroscena li trovate QUI

Luglio 16, 2009

Appello per I Siciliani

Author: iQuindici - Categories: Meankia, Sassolini - Tags: , ,

Dopo l’assassinio mafioso di Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, i redattori de I Siciliani scelsero di non sbandarsi, di tenere aperto il giornale e di portare avanti per molti anni la cooperativa giornalistica fondata dal loro direttore, affrontando un tempo di sacrifici durissimi in nome della lotta alla mafia e della libera informazione. Anni di rischi personali, di stipendi (mai) pagati, di concreta solitudine istituzionale (non una pagina di pubblicità per cinque anni!)

Oggi, a un quarto di secolo dalla morte di Fava, alcuni di loro (Graziella Proto, Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza e Lillo Venezia, membri allora del CdA della cooperativa) rischiano di perdere le loro case per il puntiglio di una sentenza di fallimento che si presenta - venticinque anni dopo - a reclamare il dovuto sui poveri debiti della cooperativa. Il precetto di pignoramento è stato già notificato, senza curarsi d’attendere nemmeno la sentenza d’appello. Per paradosso, il creditore principale, l’Ircac, è un ente regionale disciolto da anni.

E’ chiaro che non si tratta di vicende personali: la redazione de I Siciliani in quegli anni rappresentò molto di più che se stessa, in un contesto estremamente difficile e rischioso. Da soli, quei giovani giornalisti diedero voce udibile e forte alla Sicilia onesta, alle decine di migliaia di siciliani che non si rassegnavano a convivere con la mafia. Il loro torto fu quello di non dar spazio al dolore per la morte del direttore, di non chiudere il giornale, di non accettare facili e comodi ripieghi professionali ma di andare avanti. Quel torto di coerenza, per il tribunale fallimentare vale oggi quasi centomila euro, tra interessi, more e spese. Centomila euro che la giustizia catanese, con imbarazzante ostinazione, pretende adesso di incassare per mano degli ufficiali giudiziari.

Ci saranno momenti e luoghi per approfondire questa vicenda, per scrutarne ragioni e meccanismi che a noi sfuggono. Adesso c’è da salvare le nostre case: già pignorate. Una di queste, per la cronaca, è quella in cui nacque Giuseppe Fava e che adesso, ereditata dai figli, è già finita sotto i sigilli. Un modo per affiancare al prezzo della morte anche quello della beffa.

La Fondazione Giuseppe Fava ha aperto un conto corrente (che trovate in basso) e una sottoscrizione: vi chiediamo di darci il vostro contribuito e di far girare questa richiesta. Altrimenti sarà un’altra malinconica vittoria della mafia su chi i mafiosi e i loro amici ha continuato a combatterli per un quarto di secolo.

Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza, Graziella Proto, Lillo Venezia

I bonifici vanno fatti sul cc della “Fondazione Giuseppe Fava”
Credito Siciliano, ag. di Cannizzaro, 95021 Acicastello (CT)
iban: IT22A0301926122000000557524
causale di ogni bonifico: per “I siciliani”

Per chi non li conosce:
http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Fava
http://it.wikipedia.org/wiki/I_Siciliani
http://www.girodivite.it/-Pippo-Fava-.html

Luglio 13, 2009

BLOG-STRIKE 14 LUGLIO 2009

Author: iQuindici - Categories: Libertà Digitali - Tags: ,

Anche iQuindici aderiscono al Blog-srtike!

Riportiamo e sottoscriviamo il comunicato stampa della Free Hardware Foundation

Free Hardware Foundation
Comunicato stampa
13 luglio 2009

Il discusso DDL sulle intercettazioni proposto dal ministro Alfano impedisce la formazione di una libera opinione pubblica e crea un clima intimidatorio per quanti esercitano il diritto, il dovere e il piacere di produrre informazione in rete. Il decreto infatti obbliga i gestori di siti informatici, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni e contenuti pubblicati sui propri siti, pena una salatissima multa tra i 7.500 e i 12.500 euro.
Contro il disegno di legge si sono espressi intellettuali, politici, giornalisti, blogger. Anche il capo dello stato Giorgio Napolitano ha espresso perplessità sulla costituzionalità del provvedimento.
Affinché il decreto venga ritirato, la Free Free Hardware Foundation aderisce, sostiene e promuove lo Sciopero dei blog invitando tutti a partecipare alla manifestazione del 14 luglio in piazza Navona a Roma dalle 19 in poi. La Free Hardware Foundation invita gli artisti a partecipare con proprie performance poetiche, teatrali e musicali; invita i giornalisti e i blogger a documentare la manifestazione a diffonderne le immagini e a raccontarla attraverso la piattaforma <http://www.dirittoallarete.ning.com/>.

FrancescoV

Luglio 10, 2009

La coscienza civile si risvegli, la libertà di dissenso va difesa

Author: iQuindici - Categories: Sassolini - Tags: ,

L’appello può essere sottoscritto su petizionearrestig8.noblogs.org

Segnali allarmanti sullo stato di salute delle garanzie democratiche e dei diritti di libertà in Italia si sono sommati in rapida successione in questi giorni. Ne hanno fatto le spese le giovani e i giovani colpiti dai provvedimenti di privazione della libertà personale in un contesto che dovrebbe essere tra i più protetti in uno stato di diritto: quello della manifestazione di dissenso, anche il più radicale. Con sorprendente tempismo, nella settimana del secondo G8 presieduto da Silvio Berlusconi, dopo quello tristemente noto di otto anni fa a Genova, ordini di carcerazione sono stati eseguiti a carico di 21 partecipanti alla contestazione dell’Onda studentesca nei confronti del “G8 dei rettori” di Torino, risalente a due mesi prima. Il giorno seguente, durante le prime contestazioni all’incontro dei capi di Stato e di governo, in occasione del transito a Roma delle delegazioni internazionali verso la sede del summit a Coppito nell’Abruzzo terremotato, gli ordini di carcerazione hanno riguardato 8 dei 36 giovani fermati nel corso di un corteo partito dalla terza Università pubblica della capitale. Un corteo caricato dalle forze dell’ordine senza ragione alcuna, nel momento in cui i manifestanti stavano per sciogliersi e raggiungere la manifestazione convocata all’Università la Sapienza contro gli arresti del giorno prima. Nulla aveva compiuto il corteo nei confronti di cose e persone, e non risulta, né è stata contestata agli indagati, lesione alcuna all’incolumità di chicchessia. Mentre tra i fermati, chi è stato trattenuto in carcere, in stato d’arresto e perfino in regime di semi-isolamento, è noto essere impegnato in quotidiane e trasparenti attività politiche e sociali. Esattamente come è avvenuto con gli arresti di esponenti dell’Onda e dei movimenti che l’appoggiano, effettuati il giorno prima in tutta Italia.
Non è una democrazia reale quella nella quale l’attività politica organizzata e l’espressione aperta delle proprie opinioni, anche rivolte al cambiamento più profondo dell’ordine costituito, diventano motivo di repressione e restrizione della libertà personale. Né si possono considerare integre, piene ed effettivamente tutelate le garanzie di agibilità democratica in un Paese, quando in esso l’autorità esercita forme di repressione generalizzata delle contestazioni collettive di dissenso, tanto più in occasioni delicate come un vertice internazionale di governi. La manifestazione del dissenso è infatti parte della normale dialettica di una società democratica.
Se la repressione delle posizioni “radicali” si fa sistematica e continua, se chi le esprime è altrettanto sistematicamente e continuamente sottoposto all’applicazione delle misure più estreme di restrizione della propria libertà, le coscienze di chi ha a cuore la democrazia devono allarmarsi. Devono allarmarsi per le sorti della democrazia e della libertà di tutti: si comincia dalle posizioni radicali ma non si può prevedere dove ci si fermi.
Se l’autorità si trasforma in attività di repressione politica, ogni coscienza democratica deve prendere voce, poiché la vigilanza civile non può essere a tempo determinato: se chiude gli occhi, si rassegna a perdere una quota di democrazia, un pezzo di libertà. E a pagarne i costi sono tutte e tutti, giacché la democrazia e la libertà sono indivisibili. 
Reagiamo con una convinta e intensa mobilitazione politica, sociale e culturale alle lesioni che democrazia e libertà hanno subito con gli episodi repressivi di questi giorni. Non lasciamo sole e soli questi giovani. Denunciamo, in ogni sede, la grave responsabilità assunta da chi questi episodi ha voluto, disposto e realizzato.
 

adesioni dei movimenti:
Rdb-Cub, Confederazione Cobas, Coordinamento cittadino di Lotta per la Casa - Roma, Action - Roma, Blocchi Precari Metropolitani - Roma, Rete delle/degli Indipendenti, Comitato madri per Roma città aperta, HorusLiberato2.0 - Roma, LOA Acrobax - Roma, Esc Atelier Occupato - Roma, CoMUniA - Roma, Sapienza in Onda, Studentesse e Studenti Roma 3 in lotta contro il G8 - Infoxoa - USI AIT - Circolo Arci Island PG - Associazione Sindacale BioS/S.Precario - ChainWorkers - Valverde Social Forum
FrancescoV
Luglio 3, 2009

Presidente Napolitano, non firmi questa legge

Author: iQuindici - Categories: Sassolini - Tags: , ,

Riportiamo integralmente un appello apparso su Il Manifesto di oggi 3 luglio 2009 a firma di Domenico Gallo. Crediamo si tratti di una diga di cività di fronte alla barbarie incipiente e che meriti la massima diffusione e l’appoggio di tutti coloro che non intendono chinare la testa davanti al fascismo che avanza.

Domenico Gallo: Presidente Napolitano, non firmi questa legge

La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, in perfetta concordanza con la Costituzione italiana considera che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti uguali ed inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo. Sono questi i fondamenti dell’ordine costituzionale e della civiltà del diritto. Proprio questi fondamenti sono inesorabilmente travolti dal pacchetto sicurezza approvato ieri in via definitiva dal senato. 
Con questo provvedimento sono state approvate una serie di misure persecutorie e discriminatorie nei confronti dei gruppi sociali più deboli, che nel nostro Paese non si vedevano dai tempi delle leggi razziali. In modo mascherato sono stati riesumati istituti tipici delle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti (fra italiani e immigrati irregolari). Soprattutto nei confronti degli immigrati sono state articolate una serie di misure (reato di clandestinità, divieto di matrimonio, divieto di avere un’abitazione, ostacoli per l’accesso alle cure mediche, all’abitazione e per il trasferimento dei fondi alle proprie famiglie) che attentano all’intima dignità inerente a ciascun membro della famiglia umana e sono destinate a fare terra bruciata intorno ad una popolazione di centinaia di migliaia di persone, aprendo una sconcertante caccia all’uomo. 
Queste misure persecutorie, per la loro gravità, superano persino quelle introdotte con le leggi razziali. Infatti le leggi razziali non sottraevano alle madri ebree i figli dalle stesse generate. L’Italia del 1938, sebbene piegata dalla dittatura fascista, non avrebbe mai potuto accettare un insulto così grave all’etica della famiglia, quale la scissione del suo nucleo fondamentale. Ed invece questo è proprio quello che succederà, attraverso il divieto imposto alla madri immigrate irregolari di fare dichiarazioni di stato civile. Non potendo essere riconosciuti, i figli saranno sottratti alle madri che li hanno generati e confiscati dallo Stato che li darà in adozione. Questa norma si pone al vertice delle misure discriminatorie del pacchetto sicurezza ed ha un grande valore simbolico, in quanto si tratta di una norma «ontologicamente ingiusta», che incarna un diritto completamente svincolato dalla giustizia. 
Adesso che con l’ultimo voto al Senato si è compiuto il percorso parlamentare di questo mostruoso provvedimento siamo arrivati su una soglia al di là della quale c’è una trasformazione irreversibile della natura della Repubblica. Se la giustizia viene espulsa dal diritto, cambia la natura del diritto e si verifica un cambiamento del regime politico. In questo modo verrebbe cancellata per sempre la lezione del Novecento. Però questo mostro non è ancora diventato legge. Le garanzie previste dai Costituenti consentono di correggere questi abusi. Per questo, Presidente Napolitano, ti chiediamo di non firmare, di non promulgare questa legge. Risparmia al nostro paese il disonore di aver reintrodotto in Europa le leggi razziali e tradito il sacrificio della resistenza.
Luglio 1, 2009

Della serie: buongiorno!

Author: iQuindici - Categories: Sassolini - Tags: ,

Piccola selezione non casuale da Televideo Rai del 01/07/2009

G8 Genova,Pm: 2 anni per De Gennaro

Il pm di Genova Zucca ha concluso la requisitoria nel processo con rito abbreviato nei confronti dell’ex capo della Polizia, De Gennaro, chiedendo una condanna a due anni per istigazione alla falsa testimonianza.

Scajola: no a stillicidio dati Istat

Una riforma della comunicazione dell’Istat per migliorare l’atteggiamento psicologico verso la crisi. La propone il ministro dello Sviluppo economico, Scajola, affermando: “Anche l’Istat, se decidesse di diffondere i dati ogni tre mesi e tutti insieme,sarebbe meglio che fare uno spezzatino”.
“I dati ripetuti quotidianamente - avverte - possono fare un danno allo sviluppo del nostro Paese”. E punta il dito anche sui “soloni che attraverso istituzioni private danno ancora altri dati”. Serve “ottimismo ragionato”, dice.

Ddl sviluppo, via libera Aula Camera

L’Aula della Camera ha approvato il disegno di legge Sviluppo. [...] Tra le principali misure previste nel Ddl ci sono: il ritorno dell’Italia al nucleare, l’arrivo della class action e il ripristino dei fondi per l’editoria.

Ddl sicurezza, governo chiede fiducia

Il governo chiede il voto di fiducia al Senato sul disegno di legge sulla sicurezza. “Il governo -precisa Vito parlando a Palazzo Madama- attribuisce grande importanza a questo provvedimento”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento chiede “la fiducia sull’approvazione di ciascuno dei tre articoli del Ddl nel testo approvato dalla Camera”.
Il Senato, prima della richiesta della fiducia, ha respinto con un solo voto tutte le 22 eccezioni di costituzionalità presentate dalle opposizioni.

E alla fine: BUONASERA!

FrancescoV