Giugno 26, 2009

Poesia ermetista-modernista

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Potere e dintorni

Si sta come da papi
sui panfili le tope

FrancescoV

Dicembre 24, 2008

Il post più banale che succede a natale

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Eddai su, tanto lo sapete che almeno una volta all’anno tocca a tutti. Che siate precari rassegnati o punkabbestia omologati, anche voi ce l’avrete una zietta illibata, un vicino ottuagenario con la brillantina, un cugino cinquantenne che vi pare un po’ ritardato. Anche voi, almeno una volta all’anno, sarete presi in trappola e dovrete dire le due ferali parole. Almeno alla zia, al vicino, al cugino.
Tanti auguri, già.
Li facciamo anche noi, tanti auguri, e non per bieco conformismo, ma perché ci sa che ne avremo un gran bisogno, nei mesi a venire.
Prima di tutto, doveroso e autentico, tanti auguri ai cento e fischia eroi del popolo che sono accorsi a darci una mano per leggere i manoscritti: grazie ragazzi, è bello sapere che ci siete.
Tanti auguri a tutti quelli di noi che si vedranno scadere lo squilionesimo contratto a progetto e questa volta dovranno andare a casa sul serio, e adesso sono ancora lì che un poco non ci credono, non ci possono credere, e figurati se può succedere a me, una cosa del genere.
Tanti auguri ai cassintegrati, costretti a fare i conti della serva su ogni bistecca, costretti a vergognarsi per un fallimento che non hanno provocato loro, unici a farlo di una piramide dai vertici sempre più ottusi.
Tanti auguri a quelli che tra noi hanno assistito intontiti agli eventi politici di quest’anno triste. A quelli che si sono ritrovati extraparlamentari in una notte. A quelli che non hanno avuto il coraggio di rispondere a qualche razzista da autobus e giustamente ancora se ne vergognano. A quelli che pensano da troppo tempo di non essere coinvolti e aspettano i cicli pietosi della storia per riprendere a respirare.
A tutti quelli che si sono chiesti dove fossero i forconi da impugnare per la presa del palazzo d’inverno, dove diavolo fosse il palazzo d’inverno, dove minchia fossero finiti tutti gli altri che avevano promesso di essere in prima fila.
Tanti auguri a noi, ma anche un po’ svegliamoci presto, per piacere…

PaolaR

Dicembre 14, 2008

Ah! I vecchi modi di dire…

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Vi siete chiesti come mai ultimamente piove così tanto?

Micp

Dicembre 5, 2008

SIAMO UOMINI O PENDOLARI

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Tra le varie esperienze estreme, quella di viaggiare sui mezzi pubblici è probabilmente la più decisiva per confermare l’esistenza dell’inferno.
Sì gente, satana esiste, e fa l’amministratore delegato della vostra consociata trasporti locale. I gironi infernali ci sono eccome, ciascuno con il suo bel numeretto scritto davanti.
Il problema principale del mezzo pubblico non è tanto il fatto che arriva in ritardo, oppure non arriva mai, oppure quando arriva è stracolmo e comunque dopo dieci metri si imbottiglia in un serpentone di ingorghi. Questi sono dettagli.
Il problema vero e reale è lo sconforto più nero in cui si rischia di cadere dopo poco.
Sì, perché non basta superare la prova dell’arrembaggio, vero e proprio rompicapo logico e metafisico, della serie: data una porta larga venticinque centimetri, quante persone ci possono passare attraverso nello stesso momento e restare vive? (pst, dopo tanti anni di esperienza posso affermare con ragionevole certezza che la risposta è cinquanta se sono studenti, trentotto se pensionati).
Non basta nemmeno approdare all’interno più o meno incolumi, strizzati tra un anziano obeso che si regge su due bastoni e un paio di nani muniti di zaino assolutamente gigantesco, con cui formano un’indissolubile unità.
Né si pensi che sia sufficiente procurarsi alcune lesioni vertebrali alla partenza stantuffante del mezzo, cercando nello stesso tempo di estrarsi dalle carni un paio di carciofi che la vicina madama vi ha proditoriamente conficcato nelle reni.
Il dramma nasce quando i semovibili compagni di viaggio cominciano a parlare.
Il linguaggio è il dono che ci distingue dalle fiere, pensano alcuni ingenui ottimisti, che con tutta probabilità non hanno mai messo piede su un autobus – o forse non ci sono riusciti.
Di solito comincia con una vocetta in lontananza, quasi sempre una lamentela chioccia su qualche disagio inerente al mezzo pubblico stesso.
Personaggi alti un metro e venti cercano di appollaiarsi sugli appoggi in alto e bofonchiano qualcosa sull’inutilità dei suddetti, oppure anziani artritici tentano l’ascesa del sedile più alto, crollano al secondo scalino e si indignano. Non importa chi sia a cominciare, ad accendere la miccia basta pochissimo. È sufficiente un flebile ehmmacheroba per dare il via. Da qui in avanti, chiedersi se siamo uomini o passeggeri diventa del tutto inutile. Parte il conto alla rovescia, il viaggiatore esperto lo sa che sta per arrivare, e infatti eccolo lì, lo slogan dell’autobus.
È UNA VERGOGNA!
Da qui in avanti è tutto in caduta libera. Colpevoli di tanta infelicità umana sono rispettivamente, a seconda dei giorni, delle notizie sui giornaletti gratis e dell’orientamento politico di chi le pronuncia: il governo, i politici, gli zingari, gli esstracomunitari, lorsignori, i rom, gli albanesi tutti, i rumeni tutti, i borseggiatori cileni (solo per passeggeri liguri).
Da qui in avanti è impossibile dire o fare qualcosa, perché l’oratore di turno ha preso l’abbrivio, e se potesse si arrampicherebbe sul punto più alto dell’autobus per farsi sentire meglio.
È a questo punto che il dubbio atroce si fa strada nella mente di chi non annuisce con aria consapevole insieme agli altri.
È a questo punto che viene da pensare di aver sbagliato autobus, nazione e forse anche epoca storica.

PaolaR

Novembre 27, 2008

Del perché il capitalismo italiano non può funzionare

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Il mio capo: - Che tempo fa fuori?
Io: - Piove, c’è buio, c’è freddo e fa schifo.
Il mio capo: - Ah ah, che simpatica che sei. Allora senti, telefona alla mia cameriera e chiedile che tempo fa a casa mia (a circa 500mt dall’ufficio, ndr).
Io: - …

PaolaR

Novembre 7, 2008

Editoriale

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Berlusconi, invece, è vecchio, brutto e grigio.

 

PaolaR

Ottobre 24, 2008

Mobilitazione

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Dopo la notizia di ieri che riferiva del fatto che il successore designato di Haider si è bruciato con un imprudente outing: ha dichiarato infatti di essere stato legato al leader scomparso per un certo periodo da una relazione sentimentale; pensavamo di lanciare una nuova campagna antiomofoba ed antirazzista dal titolo:

Stop discriminazioni contro i nazi-gay!

Lanciando una manifestazione e petizioni per una proposta di legge popolare che li discrimini tutti allo stesso modo … Indipendentemente dagli orientamenti sessuali!

Ottobre 19, 2008

Venezia da paura

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Un sentito ringraziamento al signor Fede che ci ha rivelato con il semplice utilizzo della voce il vero volto della tranquilla e sonnacchiosa Venezia, ritenuta la città più sicura dell’occidente, per quella che è: un luogo tenuto in pugno da spacciatori e violenti.

Se guardate questo video dal minuto 1.40, con particolare attenzione dal minuto 4.04, vedrete immagini aberranti: un signore di mezza età torna tranquillo a casa sua, e apre con le sue chiavi il suo portone nell’abituale silenzio notturno? Ma no!! È un delinquente che sta facendo irruzione, è evidente! Due giovani si avvicinano dopo avere attraversato un ponte: innocui che si fanno i cazzi loro? Ma no! È chiaramente un losco scenario di droga e violenza, non lo vedete? Davvero non lo vedete?

Read it all..

Ottobre 9, 2008

Scova l’intruso

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Una sola di queste frasi non è stata pronunciata dal presunto autore:

“Dobbiamo riportare l’etica nel mondo della finanza” Silvio Berlusconi, 04/10/08

“I soldi non sono nulla” Benedetto XVI, 06/10/08

“Bisogna amare tutti quelli che ci circondano” Donato Bilancia, 27/03/02

“Ma era una fase in cui tutto il mondo sembrava in rosa. Nessuno di noi aveva la percezione che fossimo arrivati al picco del ciclo positivo, e che di lì a poco avremmo imboccato con sorprendente rapidità la china discendente. E questo, lo dico in tutta onestà, è stato il nostro primo errore” Alessandro Profumo, 06/10/2008

Micp