Dicembre 3, 2009

LA CARTA DEI CENTO PER IL LIBERO WI-FI

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Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

Wi-Fi e Wi-MAX

Novembre 29, 2009

Piccole soddisfazioni….

Author: iQuindici - Categories: Meankia - Tags: ,

Pare che la nostra “Poesia ermetista modernista” (vedi QUI) abbia riscontrato un notevole successo: inserendo su Google il testo si ottiene le bellezza di oltre 700 riscontri!

Noi siamo per la libera diffusione della cultura e per il copyleft, per cui la cosa ci fa molto piacere; peccato che solo a volte sia citata la fonte e quasi mai il titolo (Potere e dintorni).

Ma va bene lo stesso: tanto se decideranno di trarci un film o uno sceneggiato avremo modo di dimostrare che ne siamo gli autori! ;-D

FrancescoV

Novembre 7, 2009

Una imperdonabile leggerezza…

Author: iQuindici - Categories: Meankia, Sassolini - Tags: , ,

L’altro giorno per un’imperdonabile leggerezza nella valutazione è stato cancellato un commento aggiunto al nostro breve post sul mancato nobel per la pace a Berlusconi. Fortunatamente l’avevo copincollato altrove per sottoporlo alla valutazione congiunta (e democratica) del gruppo così siamo in grado di recuperarlo e riproporlo.

Procedura di infrazione a carico della Commissione UE: raccolta firme dei Comitati della Libertà (http://silvioperilnobel.it)
Italiani razzisti. Italiani inquinatori. Suoni cacofonici e contemporaneamente insulti gratuiti diffusi dai media, italiani e stranieri, prodotti dai ripetuti e falsi procurati allarme e dal chiacchiericcio ingiustificato dei portavoce, Barbara Hellfrich e Dannis Abbott della Commissione UE, che ci indigna e che ci fa temere per il futuro della nostra Europa, la quale dopo aver perso la “Fede Cristiana”, ha smarrito, anche, il rispetto che si deve all’Italia, glorioso Stato fondatore dell’Unione Europea. Alcide De Gasperi, Adenauer, Schuman si staranno rivoltando nella tomba.
E’ ormai divenuta inaccettabile la mistificazione della realtà, questo clima da Hiroshima culturale, soprattutto se proviene da chi ricopre incarichi istituzionali a livello europeo.
L’Italia non è un Paese razzista.
L’Italia non è un Paese inquinatore.
Anzi, l’Italia merita di ricevere il Premio Nobel per la Pace, proprio perché, così come abbiamo spiegato nelle motivazioni di www.silvioperilnobel.it, grazie a Silvio Berlusconi è stato l’unico Paese che, in Europa, si è seriamente e concretamente impegnato sia per contrastare la mafia e la criminalità organizzata che utilizzano l’immigrazione clandestina per lucrare sul dolore della gente, sia per sensibilizzare tutte le Nazioni in difesa dell’ecosistema.
Per questi motivi, ti invitiamo a recarti presso il gazebo del Comitato della Libertà www.silvioperilnobel.it che verrà allestito in Roma, il 7 dicembre 2009, in Piazza di Pietra, dalle ore 11:00 alle ore 16:00, per sottoscrivere, insieme ai fondatori del Comitato stesso, la lettera di “denuncia” da inviare al Mediatore Europeo, e con la quale verrà richiesto sia il rispetto dell’art.3, comma 3, del regolamento interno della Commissione UE, che impone al Presidente di nominare con atto formale i “portavoce” delegati a parlare in nome e per conto della Commissione stessa, sia di contestare disciplinarmente tutti coloro che hanno prodotto l’effetto di infangare, con le loro dichiarazioni, l’onore dell’Italia.

Il commento è firmato dal consueto sig. EMANUELE VERGHINI (titolare del sito che promuove la campagna).

Rabbrividendo all’idea di Shuman che si rivolta nella tomba (per non parlare di De Gasperi e Adernauer: rischia di diventare una festa da ballo postuma!), a causa di questa “Hiroshima culturale” (ma che vuol dire?!) e della perdita della “Fede Cristiana” (perchè tra virgolette?!) sostituita risaputamente da una zucca di Halloween; e non volendo renderci complici di cotanto spregio ai danni di colui che tanto s’è speso “per contrastare la mafia e la criminalità organizzata ” e per “sensibilizzare tutte le Nazioni in difesa dell’ecosistema“, abbiamo deciso dunque di riproporre il commento per intero a mo’ di articolo.

Ci resta un unica perplessità: questi interventi…. “informativi” ci fanno pensare che il sig. Verghini non abbia colto le leggere sfumature sarcastiche del nostro breve post e ci abbia inserito nostro malgrado nella sua cerchia di aficionados da tenere adeguatamente informati.

Be’, ecco: per noi può pure bastare così, GRAZIE!

Novembre 6, 2009

Siamo realisti.

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E’ stato sgomberato pochi giorni fa, 30 ottobre, il centro popolare occupato Experia di Catania.
Lo scopro oggi per caso. Non uno dei miei amici e amiche blogger catanesi di sinistra accennava all’evento.

Potrei commentare in molti modi. Potrei rispondere punto su punto alle stronzate dei vari giovani rampanti di destra che commentano soddisfatti.
Ma non è questo il primo pensiero di chi sta lontano dalla propria città e vede chiudere così uno spazio della sua vita ed è lontano e impotente.

Il primo pensiero è un altro.
L’Experia non è mai stato un posto di gente accomodante. I suoi militanti hanno sempre gridato a tutti i cortei slogan che irridono chi aveva scelto per la nonviolenza.
Ma per fortuna la polizia è così barbara da darmi l’occasione di difendere i compagni: manganelli contro braccia alzate. Feriti. (chi ha voglia può cercrsi i video su youtube) E allora lo dico, è giunto il momento che qualcuno lo dica: chiudiamo la polizia.
Semplicemente, chiudiamola.

Che funzione ha la polizia oggi in Italia?
Identificare qualcuno come “nemico dell’ordine pubblico” e sopprimerlo.
Se un debole ha una controversia con un forte, dar man forte al forte.
Mettere i sigilli a un capitolo della mia giovinezza, e consegnarlo al legittimo proprietario (che certamente non sono io).
Ci sono già i mafiosi a fare quel mestiere.
E li paga qualcun altro. Perché devo pagare coi miei soldi un’altra forza per fare le stesse cose?
Che differenza c’è tra polizia e mafia, in linea di principio? Che la polizia dovrebbe essere fatta da persone sottomesse alla stessa legge che dicono di difendere, e se la violano ne sono responsabili allo stesso modo del comune cittadino.
Che differenza sussiste quando viene meno questo principio? nessuna.

Nessuna differenza.
Quali sono i valori che esprime, oggi, la polizia?
Familismo amorale.
Dominio del territorio.
Imposizione violenta della volontà dei propri capi.

Io la mafia l’ho sempre combattuta. Perché devo finanziarne un’altra?

Adesso immagino già le risposte: in realtà i poliziotti non c’entrano, quelli sono dei poveri impiegati che fanno quel che viene loro ordinato, e lo fanno per portare il pane a casa. A parte che chi dice questo non è mai stato in compagnia di un poliziotto… A parte questo, dico: ubbidire, fare quel che ti viene detto.
Forse è proprio questo il problema.


Andrea

Ottobre 9, 2009

No al Nobel per la Pace a Berlusconi

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La commissione del Nobel è composta in maggioranza da comunisti abbronzati!

 

FrancescoV

Ottobre 8, 2009

Ministro Gelmini, le spiego perché il problema è lei

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lettera (assolutamente da leggere!) di Piergiorgio Odifreddi

1 ottobre 2009
Signor ministro, leggo (o meglio, mi hanno segnalato di leggere) su Il Giornale di famiglia del presidente del Consiglio che sabato scorso, alla sedicente Festa della Libertà organizzata dall’altrettanto sedicente Popolo della Libertà al Palalido di Milano, moderata (si fa per dire) dal condirettore dello stesso giornale, lei ha tuonato contro «l’intolleranza antisemita del superfluo matematico Piergiorgio Odi-freddi, ex docente baby pensionato», che ha osato restituire il Premio Peano «quest’anno assegnato a Giorgio Israel, ai suoi occhi colpevole di sionismo, ma soprattutto di essere consulente del ministro».
 
[Continua QUI]
Ottobre 3, 2009

Corsi e ricorsi storici

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ONAGROCRAZIA

 

FrancescoV

Settembre 28, 2009

DOBBIAMO PROTEGGERE LA NEUTRALITÀ DELLA RETE IN EUROPA!

Author: iQuindici - Categories: Libertà Digitali - Tags:

*19 ASSOCIAZIONI DI FRONTIERE DIGITALI LO CHIEDONO AL PARLAMENTO EUROPEO*

Frontiere Digitali
Comunicato stampa
28 Settembre 2009

Lettera aperta al Parlamento Europeo

La Neutralità della Rete è stata un catalizzatore indispensabile della concorrenza, dell’innovazione, e delle libertà fondamentali nell’ambiente digitale. Una Internet neutrale garantisce che gli utenti non debbano sottostare a condizioni che limitano l’accesso ad applicazioni e servizi. Allo stesso modo, si esclude qualsiasi discriminazione nei confronti dell’origine, della destinazione o dell’effettivo contenuto delle informazioni trasmesse attraverso la rete.
Applicando il principio della Neutralità della Rete, la nostra società ha collettivamente costruito Internet come lo conosciamo oggi.  Tranne che in alcuni regimi autoritari, tutti nel mondo intero hanno accesso alla stessa Rete e anche gli imprenditori più piccoli sono in condizioni di parità con le imprese leader a livello mondiale.
Inoltre, la Neutralità della Rete stimola il circolo virtuoso di un modello di sviluppo basato sulla crescita di una comune rete di comunicazione che consente nuovi utilizzi e strumenti, a differenza di una che si basa sugli investimenti in sistemi di filtraggio e controllo. Solo in tali condizioni Internet può migliorare costantemente la nostra società, migliorando la libertà – ivi compresa la libertà di espressione e di comunicazione – permettendo mercati più efficienti e creativi.
Tuttavia, la Neutralità della Rete è ora sotto la minaccia degli operatori di telecomunicazioni e dell’industria dei contenuti che vedono opportunità di business nel discriminare, filtrare o dar priorità ad informazioni che passano attraverso la rete. In tutta Europa, questo tipo di pratiche discriminatorie, dannose per i consumatori e l’innovazione, sta emergendo.  Nessun giudice e nessuna autorità regolatoria sembrano avere strumenti adeguati per contrastare questi comportamenti e proteggere l’interesse generale. Alcune disposizioni introdotte nel Pacchetto Telecom possono perfino incoraggiare tali pratiche.
Lunedi 28 settembre alle 19.30, la Commissione di Conciliazione avrà il suo primo incontro, dove verrà tracciata la traiettoria della terza ed ultima lettura relativamente al Telecom Package.
Noi che abbiamo firmato con una larga coalizione questa lettera aperta sollecitiamo il Parlamento Europeo a proteggere la libertà di ricevere e distribuire i contenuti, e di utilizzare servizi e applicazioni, senza interferenze da parte di attori privati.
La premessa di base per la Neutralità della Rete è che Internet è un’infrastruttura. Chiarito questo, appare ovvio che i provider non debbano disabilitare od ostacolare l’accesso alle pagine web, a servizi o protocolli senza la decisione di un magistrato.
Se una società è provider di servizi Internet e compagnia telefonica, non dovrebbe poter bloccare il servizio voce e chat di Skype al fine di costringere i clienti ad usare il suo servizio di telefonia.
Ci appelliamo ai membri del Parlamento affinché agiscano con decisione nel corso del negoziato in corso sul Pacchetto Telecom, al fine di garantire un Internet libero, aperto e innovativo, e per salvaguardare le libertà fondamentali dei cittadini europei.
Firmato
1.Artisopensource
2.Associazione UnaRete
3.Associazione Il Secolo Della Rete
4.Associazione Net-Left
5.Associazione Liber Liber
6.Associazione Linux Club Italia
7.Associazione Partito Pirata
8.Associazione Wikimedia Italia
9.Collettivo iQuindici
10.Computerlaw.it - Informatica e Diritto
11.Flyer Communication
12.Free Hardware Foundation
13.ISOTYPE, comunica la qualità
14.Istituto per le politiche dell’innovazione
15.Liberius
16.Movimento Scambio Etico
17.Roma Europa Fake Factory
18.Unione degli Studenti (U.d.S.)
19.Amici di Beppe Grillo di Roma

Cos’è Frontiere Digitali
Frontiere Digitali è uno spazio di libera auto-organizzazione di persone e opinioni e nasce a Roma (Italia) nel dicembre del 2005, quale strumento collaborativo, per l’organizzazione della Settimana delle Libertà Digitali che ha avuto luogo dal 18 al 21 gennaio 2006. In seguito, il 28 marzo 2006, in occasione del convegno l’Innovazione necessaria: Creatività, cooperazione, condivisione, tante associazioni e singoli si sono incontrati confrontandosi sull’idea e sugli strumenti per sostenere e rafforzare questa rete di collaborazioni.
http://www.frontieredigitali.net

Settembre 25, 2009

iQuindici aderiscono all’appello: Manifestazione per la libertà in rete

Author: iQuindici - Categories: Libertà Digitali, Sassolini

Manifestazione per la libertà in rete
Le associazioni di Frontiere Digitali aderiscono alla manifestazione del 3 Ottobre per la libertà d’informazione

Frontiere Digitali
Comunicato stampa
29 Settembre 2009

Lo scarso impegno della politica nella diffusione della banda larga sul territorio e nell’alfabetizzazione informatica della popolazione e l’inarrestabile susseguirsi di iniziative legislative volte a scoraggiare l’utilizzo della Rete come veicolo di diffusione ed accesso all’informazione costituiscono indici sintomatici della ferma volontà di non consentire che la Rete giochi il ruolo che le è proprio: primo vero mezzo di comunicazione di massa ed esercizio della libertà di manifestazione del pensiero nella storia dell’umanità.

L’emendamento D’Alia sui filtraggi governativi dei contenuti, il DDL Carlucci contro ogni forma di anonimato, il disegno di legge Lussana finalizzato ad accorciare la memoria della Rete, il DDL Alfano attraverso il quale si vorrebbero applicare all’intera blogosfera le disposizioni in tema di obbligo di rettifica nate per la sola carta stampata e, infine, il DDL Pecorella-Costa con il quale ci si prefigge l’obiettivo di trasformare ex lege l’intera Rete in un immenso quotidiano e trattare tutti i suoi utenti da giornalisti, direttori o editori di giornali non possono lasciare indifferenti. Esiste il rischio, ed è elevato, che ci si risvegli un giorno non troppo lontano e ci si accorga che la Rete è spenta e che la prima e l’ultima speranza di uno spazio per l’informazione libera è naufragata.

Muovendo da tali premesse riteniamo importante che la blogosfera italiana partecipi alla manifestazione del 3 ottobre per la libertà di informazione, sottolineando che esiste una “questione informazione in Rete” che non può e non deve passare inosservata perché se la libertà della stampa concerne il presente quella della blogsfera riguarda, oltre il presente, il futuro prossimo di ciascuno di noi. L’auspicio è pertanto che quanti hanno a cuore le sorti dell’informazione in Rete, il 3 ottobre aderiscano alla manifestazione chiedendo alla politica che, in futuro, ogni iniziativa governativa o legislativa si ispiri a questi elementari principi di libertà e democrazia che costituiscono la versione moderna dell’art. 11 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino:

La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi per l’uomo: quindi ogni cittadino può parlare, scrivere, pubblicare in Rete liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge.
Nessun sito internet può formare oggetto di sequestro o di altro provvedimento che ne limiti o impedisca l’accesso se non in forza di un provvedimento emesso dall’Autorità giudiziaria nell’ambito di un giusto processo.
L’attività di informazione on­line di tipo non professionistico e non gestita in forma imprenditoriale è libera ed il suo svolgimento non può essere soggetto ad alcun genere di registrazione o altro adempimento burocratico.
La disciplina sulla stampa e quella sull’editoria non si applicano alle attività di informazione on­line svolte in forma non professionistica ed imprenditoriale.
Nessuno deve venir molestato per le sue opinioni, fossero anche sediziose, purché la loro manifestazione non turbi l’ordine pubblico stabilito dalla legge.

Firmato

1.Amici di Beppe Grillo di Roma
2.Artisopensource
3.Associazione Liber Liber
4.Associazione Linux Club Italia
5.Associazione Net-Left
6.Associazione Orchestra Panharmonikon
7.Associazione Partito Pirata
8.Associazione Il Secolo Della Rete
9.Associazione UnaRete
10.Associazione Wikimedia Italia
11.Flyer Communication
12.Free Hardware Foundation
13.Collettivo iQuindici
14.ISOTYPE
15.Istituto per le politiche dell’innovazione
16.Liberius
17.Movimento Scambio Etico
18.The house of love and dissent
19.Unione degli Studenti (U.d.S.)
Cos’è Frontiere Digitali
Frontiere Digitali è uno spazio di libera auto-organizzazione di persone e opinioni e nasce a Roma (Italia) nel dicembre del 2005, quale strumento collaborativo, per l’organizzazione della Settimana delle Libertà Digitali che ha avuto luogo dal 18 al 21 gennaio 2006. In seguito, il 28 marzo 2006, in occasione del convegno l’Innovazione necessaria: Creatività, cooperazione, condivisione, tante associazioni e singoli si sono incontrati confrontandosi sull’idea e sugli strumenti per sostenere e rafforzare questa rete di collaborazioni.

Settembre 2, 2009

L’APPELLO DEI TRE GIURISTI

Author: iQuindici - Categories: Sassolini - Tags:

L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera “retoriche”, perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.

Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.

Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.

Franco Cordero

Stefano Rodotà

Gustavo Zagrebelsky

Si firma qui: temi.repubblica.it/repubblica-appello